venerdì 22 aprile 2011

La comunicazione dello studio legale attraverso Twitter

Tra gli strumenti di social-networking che stanno avendo maggiore diffusione va segnalato “Twitter”, più giovane di “Facebook”, ma con caratteristiche profondamente diverse da quest’ultimo che lo rendono particolarmente diretto, semplice ed intuitivo sia per gli utenti che per i lettori.
Come probabilmente noto alla maggioranza di chi legge, previa creazione di un proprio account personale, Twitter consente a ciascun utente di mettere in rete messaggi brevi (denominati "tweets", letteralmente cinguettii) della lunghezza massima di 140 caratteri per condividere con l’intero web messaggi, citazioni, link ad altri siti o qualsiasi altra espressione individuale del pensiero.
Proprio la caratteristica della “brevità” rende lo strumento estremamente efficace per concise e rapide comunicazioni e “costringe” l’utente a racchiudere in pochi, ma efficaci parole i propri messaggi.
Per tali motivi Twitter diventa un utile mezzo di diffusione di notizie personali o di altri eventi che l’utente ritiene utile segnalare al web o alle persone che lo seguono.
Altra caratteristica fondamentale, infatti, è quella sia di poter seguire altri utenti twitter o di essere seguiti da chiunque sia interessato a leggere ciò che dal singolo utente viene pubblicato.
Attraverso questo sistema anche lo studio legale può “conquistare” spazi importanti di comunicazione sia nei confronti di un potenziale e indeterminato numero di utenti che dei propri clienti per i quali può diventare, ancora più di un blog, uno strumento per far giungere in maniera estremamente rapida, notizie di interesse generale.
Si pensi ad esempio dalle esigenze più semplici quali la comunicazione di variazione dei recapiti o gli orari e le giornate di chiusura, a necessità più complesse quali la diffusione di eventi organizzati dallo studio, notizie di rilievo, pubblicazioni e così via.
Perché questo mezzo sia efficace questo comporta un investimento in termini di tempo da dedicare alla comunicazione ai clienti della propria presenza su Twitter attraverso un’idonea informazione anche sulle modalità necessarie per farsi “seguire” (secondo il gergo del web: diventare “follower”).
Per questo motivo lo studio Curci & Genovese, già da qualche tempo attivo su “Twitter” con l’Avv. Emilio Curci, sta elaborando un programma di informazione nei confronti di tutti i propri clienti al fine di fornire loro tutte le notizie necessarie per “seguire” non solo le novità dello studio stesso, ma anche segnalazioni varie provenienti dal mondo del diritto di interesse generale.
Nel frattempo, per tutti i nostri clienti o altri soggetti interessati che si dovessero “imbattere” sul web in questa comunicazione e che volessero, sin d’ora, seguirci su Twitter, basterà cliccare sul seguente indirizzo web:
https://twitter.com/signup?follow=emiliocurci&commit=Iscriviti+%E2%80%BA e, quindi, seguire le relative istruzioni per iscriversi.
In pochi attimi sarete già pronti a ricevere tutte le notizie periodicamente pubblicate dallo studio di cui arriverà avviso direttamente  sulla casella email selezionata per l’iscrizione.

venerdì 15 aprile 2011

Lo studio sceglie di gestire le pratiche su piattaforma web-based

Lo studio ha avviato il processo di informatizzazione delle pratiche gestite basandolo prevalentemente su piattaforma web.

Si è reso, infatti, necessario per migliorare la produttività e la gestione del contenzioso affidato allo studio, sia in termini di tempi che di costi, individuare una forma organizzativa atta inizialmente ad affiancare e progressivamente a sostituire la modalità cartacea di conservazione, tenuta e consultazione dei fascicoli, nonchè di annotazione degli impegni e delle scadenze.

Tenendo conto di tali esigenze è stato elaborato un sistema informatico, basato su piattaforma Google Apps, funzionante in modalità on line con il quale sfruttando i servizi gratuiti messi a disposizione dalla stessa Google è possibile gestire:

- un'agenda per l'annotazione delle udienze, degli appuntamenti e delle scadenze;
- la posta elettronica;
- la conservazione, la consultazione e la modifica dei documenti informatici elaborati dallo studio (atti giudiziari, lettere, ecc..).

Tali funzioni, previa creazione di uno specifico dominio web dello studio, sono accessibili dagli avvocati che attualmente lo compongono (ognuno con un proprio profilo utente e con relativa password) e, vi è la possibilità di creare ulteriori utenze nel caso in cui si aggiungano nuovi colleghi.

Tutti i servizi sono ampiamente personalizzabili da ciascun utente in modo tale che ognuno possa creare una propria agenda, avere un proprio indirizzo mail personalizzato e conservare i propri documenti personali ed eventualmente condividerli con gli altri componenti dello studio.

Particolare importanza riveste la conservazione dei documenti informatici che, grazie al metodo sopra descritto, oltre ad essere conservati nella memoria fisica dei computer, vengono archiviati anche in modalità on line (con possibilità di sincronizzazione con i computer fissi) consentendo così, tale funzione, sia la realizzazione di continui backup per la sicurezza dei dati, sia l'accessibilità agli stessi, se necessario, anche attraverso altre postazioni (es: se i professionisti si trovano fuori dallo studio).

Inoltre, grazie ai programmi disponibili sul sito di Google "MarketPlace" è possibile incrementare la produttività del sistema aggiungendo ulteriori funzioni.

Per la progressiva "digitalizzazione" dei fascicoli lo studio ha scelto il programma "Insightly" che consente di gestire le pratiche collegandole ai nominativi dei clienti (per i quali è possibile creare le schede con i relativi dati e recapiti), alle scadenze e ai documenti alle quali si riferiscono.

In tal modo, ciascun fascicolo, oltre che ad essere conservato nella sua forma cartacea, sarà progressivamente digitalizzato con l'inserimento di tutte le date e le scadenze ad esso riferite, dei nominativi delle parti e dei documenti previa scansione (o inserimento diretto) degli stessi in formato elettronico.

Su specifica richiesta (previa creazione di un apposito account utente e della relativa password) lo Studio può consentire ai clienti di accedere ai soli documenti inerenti i loro fascicoli.

Il sistema è protetto da credenziali di accesso note unicamente ai titolari dello studio, al fine di preservare l'accesso ai dati ed il rispetto della normativa sulla privacy.

Tale organizzazione, in continua fase di avanzamento, consentirà così un sempre più rapido ed agevole accesso alle pratiche gestite dallo studio, favorendo una gestione più snella e produttiva nell'interesse dei clienti.

lunedì 4 aprile 2011

Inoltrate le prime due richieste di decreto ingiuntivo europeo dallo Studio

In data odierna sono state inoltrate a mezzo posta, presso due uffici giudiziari di altrettanti Stati membri dell'Unione (Spagna e Bulgaria), per conto di una società cliente dello Studio le prime due richieste di decreto ingiuntivo europeo nei confronti di società con sede all'estero.
Si rammenta brevemente che, il "decreto ingiuntivo europeo" è stato introdotto dal regolamento n. 1896/2006 che istituisce un "procedimento europeo di ingiunzione di pagamento".
Tale procedura consente al creditore – in via facoltativa – di ricorrere al ricorso al procedimento europeo o di impiegare le procedure nazionali.
Il procedimento speciale disciplinato dal regolamento è applicabile ai crediti non contestati nel settore civile e commerciale, mentre restano escluse le controversie inerenti l’ambito doganale, amministrativo, fiscale, in materia di fallimenti, concordati e procedure similari, in ordine al regime patrimoniale dei coniugi, testamenti e successioni, nonché il settore della sicurezza sociale.

Tale procedura è, dunque, applicabile, alle controversie transfrontaliere nelle quali almeno una delle parti ha il domicilio o la residenza in uno Stato membro diverso da quello del Giudice adito.
Il creditore può richiedere al Giudice competente l’emissione del provvedimento di ingiunzione utilizzando un apposito modulo rinvenibile nell’Allegato 1 del regolamento comunitario stesso e disponibile in rete sull'Atlante giudiziario dell'Unione Europea all'indirizzo: 


Il detto sito guida il creditore in tutta la procedura di compilazione del modulo per la richiesta e consente anche la traduzione in tutte le lingue dell'Unione.

La competenza territoriale per l'emissione del decreto va individuata ai sensi del regolamento CE n. 44/2001 e sul sito sopra indicato è possibile ricercare i Tribunali competenti partendo dal nome della località o dal codice di avviamento postale.

Il richiedente deve indicare nel ricorso, oltre ai dati anagrafici, l’importo del credito e l’esposizione dei fatti posti a fondamento dell’istanza di ingiunzione. 

Le spese di introduzione del procedimento sono pari a quelle previste da ciascuno Stato membro per la procedura nazionale di ingiunzione.

Entro 30 giorni dalla presentazione, il Giudice emette ingiunzione di pagamento la quale potrà circolare in tutto il territorio comunitario ad eccezione della Danimarca che non ha riconosciuto tale procedura.

Se il ricorso non viene accolto e quindi non viene emessa l’ingiunzione di pagamento, il creditore può solo presentare nuovamente una richiesta di ingiunzione europea (preferibilmente cercando di eliminare le possibili ragioni ostative all’accoglimento), o ricorrere secondo l’ordinamento del proprio Paese nazionale, non essendovi , pertanto, possibilità di impugnare il provvedimento di rigetto del decreto ingiuntivo.

In ipotesi di opposizione del debitore, invece, si applicano le regole dello Stato membro di origine: entro 30 giorni dalla notifica dell’ingiunzione l’ingiunto può proporre opposizione al giudice d’origine, utilizzando l’apposito modulo allegato al regolamento, e successivamente, previa trasformazione del procedimento in giudizio ordinario, si seguono le ordinarie regole di procedura civile del Paese Membro.

Se il creditore vuole evitare la trasformazione dell'opposizione in giudizio ordinario, di fatto così rinunciando al decreto, deve farne dichiarazione nell'istanza di ingiunzione.