giovedì 25 agosto 2011

Lanciata la nuova campagna pubblicitaria dello studio: problemi legali ? La nostra missione è risolverli

Il marketing dello studio legale ormai è piena realtà e, dunque, anche nel nostro Paese, pur nel rispetto dei limiti (deontologici e non solo) del decoro, la pubblicità sta progressivamente diventanto un importante strumento di comunicazione nell'ambito del mercato dei servizi professionali.


Per questo motivo abbiamo deciso di lanciare una campagna pubblicitaria on line, proprio a partire da questo sito, che possa sintetizzare, con una semplice immagine, il modo di lavorare del nostro studio.

Abbiamo perciò scelto tre "fasi" del cubo di Rubik ed ossia quella di partenza, quella della lavorazione ed, infine, la soluzione accanto alle quali sono state inserite rispettivamente tre frasi: problemi legali, la nostra missione è risolverli.

Metaforicamente, così come nel cubo di Rubik l'insorgere di un problema legale rappresenta sempre una situazione di disordine, dove i tasselli colorati non sono combinati correttamente tra loro.

Per risolvere una questione legale sono necessari impegno ed applicazione, proprio come nel famoso rompicapo, la cui soluzione, come è noto, richiede del tempo.

Infine la soluzione al problema, come nel cubo in cui i colori sono finalmente a posto, è rappresentata dall'ordine e dalla simmetria.

Il nostro approccio ai problemi legali che ci vengono proposti dai nostri clienti è simbolicamente il medesimo: esaminare una situazione, lavorare sul problema e, quindi, giungere alla soluzione.

Di seguito alla rappresentazione grafica vengono indicati in maniera estremamente sintetica i rami del diritto di cui possono occuparsi i professionisti dello studio o suoi eventuali collaboratori.

In calce, infine vengono riportati indirizzi, recapiti e contatti dello studio.

mercoledì 17 agosto 2011

Alcune considerazioni in merito agli effetti della manovra d'agosto sui professionisti

Il decreto legge n. 138 del 13 agosto 2011, più noto come “manovra bis” o “manovra d’agosto”, oltre ad introdurre disposizioni in maniera finanziaria si è anche occupato di questioni inerenti l’ambito delle professioni.

Il testo stesso del decreto, rubricato come “Ulteriori disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo", lascia, infatti, intendere la volontà del legislatore di intervenire, non soltanto nel settore finanziario in senso stretto, ma anche su altri ambiti direttamente o indirettamente legati al mondo dell’economia.

Dietro tale disposto normativo c’è, dunque, l’evidente (e alquanto discutibile) convinzione che l’attuale disciplina di alcuni settori, come quello professionale non favorisca lo sviluppo economico del Paese. 

Già, nel 2006, il famoso decreto Bersani aveva cercato di incidere sul mondo professionale partendo proprio dal presupposto che liberalizzare il mondo delle professioni sotto l’aspetto delle tariffe, oltre ad introdurre alcune novità come la tracciabilità dei pagamenti (con conseguente divieto di pagamento in contanti al di sopra di certi limiti) avrebbe, da un lato favorito il mercato e, dall’altro, scoraggiato l’evasione fiscale.

Nella realtà dei fatti, a cinque anni di distanza, considerate poi anche le ulteriori modifiche normative in seguito apportate, possiamo tranquillamente affermare che i risultati sperati non si sono affatto raggiunti.

Anzi, potremmo dire che, invece del mercato nella sua accezione generale (cittadini e imprese) sono stati unicamente favoriti determinati poteri forti del Paese (quali Istituti di credito e Compagnie assicurative) che, approfittando delle novità normative e della possibilità di scendere al di sotto dei minimi tariffari, hanno potuto stipulare convenzioni con i professionisti che prevedevano modalità di determinazione del compenso estremamente a ribasso con evidenti vantaggi in termini economici.

Si aggiunga che, in questo contesto, nulla ha favorito una più equa distribuzione sul mercato degli incarichi, ma anzi le già esistenti lobbies legate ai poteri di cui sopra hanno, comunque, continuato ad affidare incarichi professionali secondo i propri criteri di selezione beneficiando addirittura della possibilità di ridurre gli oneri per i compensi.

E’ venuto, così, fuori un quadro in cui i singoli cittadini ed alle imprese più in generale non hanno ricevuto alcun beneficio, né in termini economici, né di una migliore selezione dei professionisti, ma delle novità introdotte dal legislatore, come detto, hanno potuto beneficiare unicamente determinati poteri forti con buona pace del mercato e dello sviluppo dell’economia.

A conferma di ciò si segnalano, a solo titolo esemplificativo, due recenti interventi normativi nella medesima direzione.

Non è possibile, infatti, dimenticare la riforma del sistema delle Assicurazioni con l’introduzione del “risarcimento diretto” (in vigore dal 1 febbraio 2007) che, volendo, soltanto in apparenza, favorire il cittadino ha reso la procedura di risarcimento “una corsa ad ostacoli piena di termini e di adempimenti ” la cui inosservanza comporta conseguenze negative per il danneggiato ed ha addirittura escluso, in taluni casi, anche il rimborso dei compensi professionali dell’avvocato.

A tale proposito è possibile citare anche la riforma del diritto fallimentare (entrata in vigore a due riprese tra il 2006 ed il 2007) ed in particolare dell’art. 67 della relativa legge che ha ridotto a sei mesi, invece che ad un anno, antecedenti la dichiarazione di fallimento, il termine per l’introduzione delle revocatorie, consentendo, così agli istituti di credito un evidente risparmio sia in termini economici che di mancate azioni legali da parte delle Curatele.

In tale contesto che, per gli evidenti esempi sopra citati, tutto ha fatto tranne che favorire uno sviluppo economico del Paese (se non a vantaggio soltanto di alcuni soggetti), il Governo prova nuovamente ad intervenire sulle professioni, come vedremo facendo solo una “brutta copia” del famoso “Decreto Bersani” ed introducendo norme di scarsa utilità, quantomeno rispetto alla loro finalità iniziale.

Proveremo, dunque, a leggere le nuove disposizioni normative, in particolare contenute nell’art. 3, comma 5 del nuovo decreto legge, cercando di effettuare alcune considerazioni in proposito.

giovedì 11 agosto 2011

Inserita sul nostro sito la scheda pratica: "in caso di sinistro auto"

E' stata inserita sul nostro sito la scheda pratica "In caso di sinistro auto".

Si tratta di una mini guida dal taglio estremamente pratico contenente utili suggerimenti e consigli per affrontare l'eventuale problema di un sinistro tra veicoli.

Il nostro studio che ha maturato, negli ultimi anni, particolare esperienza nel settore, rimane a disposizione sia per assistenza professionale in caso di sinistri, ma anche più semplicemente per informazioni o per ulteriori suggerimenti

mercoledì 10 agosto 2011

La lentezza della giustizia italiana: tante parole pochi rimedi. Raccontaci la tua esperienza ed inviaci i tuoi suggerimenti

Nel mese di gennaio 2011 l'allora Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha presentato alle Camere una relazione sullo stato della giustizia in Italia.
In sintesi la relazione afferma che "Il nemico mortale della giustizia italiana è la sua lentezza".

Per questo il Ministro ha sostenuto che l'attività del suo dicastero ha avuto come primo obiettivo, nel 2010, il miglioramento dell'efficienza del sistema giudiziario e penitenziario del Paese.

Il Ministro ha sempre dichiarato che trent'anni fa, nel 1980, l'arretrato civile era pari a 394.826 procedimenti, nel 1990, arrivava a 2.414.050, incrementato in media da circa 100.000 fascicoli in più ogni anno.
Nel 2000, raggiungeva il traguardo dei 4.896.281 procedimenti ed infine, al 31 dicembre 2009, si avvicinava pericolosamente alla soglia dei 6 milioni, segnando il record assoluto di 5.826.440 di arretrato pendente.

Nel 2010, invece, a dire del Ministro, il percorso ha avuto una inversione di rotta: il numero dei processi civili pendenti, è sceso del 4 per cento rispetto all'anno precedente, 223.824 procedimenti civili in meno.

Tale risultato, presentato come estremamente importante, sarebbe stato determinato dalle riforme in materia di processo civile, dalla maggiore informatizzazione degli uffici giudiziari e dalle modifiche normative delle spese di giustizia.

Nel frattempo di diversa opinione sembra essere la Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo che continua ad emettere sentenze di condanna nei confronti del nostro Paese.

La Corte infatti ha addirittura sanzionato, a dicembre del 2010 l'Italia non solo per la lentezza del suo sistema giudiziario, ma anche per l'eccessivo ritardo con vengono pagati gli indennizzi per la lentezza dei processi. I procedimenti avviati a seguito della c.d. legge Pinto (che consentono ai cittadini "vittime" dell'eccessiva durata del processo) durano anche fino a quattro anni, tanto da provocare innumerevoli ricorsi che ogni anno vengono presentati alla Corte di Strasburgo per denunciare il ritardato pagamento.

La Corte ha, infatti, richiesto al nostro Paese di rivedere la legge Pinto e di istituire un fondo speciale per fare fronte in un tempo ragionevole anche ai risarcimenti anche al fine di evitare di paralizzare non soltanto l'Italia, ma anche la Corte europea, che si ritrova con circa 4mila ricorsi ancora da esaminare.

Emergono, dunque, due realtà contrastanti: da un lato le ottimistiche previsioni ministeriali e dall'altro i continui richiami da parte dell'Europa.

Nel frattempo, dopo la travagliata manovra di ferragosto il Governo, in sede di conversione, prova anche ad occuparsi della riforma degli uffici giudiziari attraverso un emendamento del ministro della Giustizia del 31.08.2011.

Afferma il Ministro che, nello specifico, gli obiettivi che si vorrebbero perseguire dovranno essere ottenuti attraverso "la riduzione degli uffici giudiziari di primo grado", mantenendo comunque i tribunali ordinari nei comuni capoluogo di Provincia. con possibilità di "sopprimere" o "ridurre" alcune sezioni distaccate di tribunale.

Ancora una volta, dunque, si affronta il tema della Giustizia sulla scorta dell'emergenza e senza alcun confronto con gli operatori del diritto.

Ma è davvero questo il modo per ridurre i tempi del contenzioso e garantire un processo più giusto ?

Raccontaci la tua esperienza e proviamo insieme a discutere dei possibili rimedi.

martedì 9 agosto 2011

Scheda pratica sul patrocinio a spese dello Stato: quando, come e chi può ottenerlo

E' stata inserita nella sezione del nostro sito "schede pratiche" la scheda: "Patrocinio a spese dello Stato: quando, come e chi può ottenerlo".

Si tratta di una mini guida in cui viene illustrato in maniera sintetica l'istituto (più noto come "gratuito patrocinio") spiegandone le funzioni, chi sono i soggetti che possono accedere al beneficio, i requisiti necessari e le modalità pratiche per richiederlo.

Sulla pagina sono disponibili anche due modelli (uno per uso in sede civile ed uno per uso in sede penale) liberamente scaricabili ed eventualmente adattabili dagli interessati.

Abbiamo anche istituito il servizio gratuito a cura dei nostri professionisti di valutazione preventiva sull'esistenza dei requisiti per accedere al beneficio.


I professionisti dello studio sono disponibili per eventuali richieste di assistenza legale con il beneficio del patrocinio a spese dello Stato

lunedì 8 agosto 2011

Condizioni generali e tariffe applicate dal nostro studio

Con il principale scopo di rendere sempre più trasparente per i nostri clienti (attuali e potenziali), anche sotto il profilo tariffario, l'attività svolta del nostro studio, abbiamo aggiornato la sezione del sito "Condizioni e Tariffe".

Consultando tale pagina sarà possibile conoscere sia i diritti e doveri del cliente che affida un incarico al nostro studio, che le modalità di determinazione del compenso professionale.

A tale proposito si segnala che, oltre alla modalità tradizionale di applicazione delle tariffe forensi, è possibile, previa determinazione per iscritto tra le parti (cliente e avvocato), scegliere una seguenti forme:

  • opzione "forfettaria" (compenso predeterminato per tutta la durata dell'incarico) 
  • patto di quota lite (compenso determinato in percentuale del ricavato da parte del cliente).


Per tutti i soggetti che, invece, si trovano in condizione reddituali tali da poter accedere al beneficio del patrocino a spese dello Stato (che comporta il pagamento di tutte le spese legali dell'avvocato da parte dello Stato, senza alcun esborso del cliente), lo studio offre anche tale possibilità.

Per consentirvi di conoscere se vi trovate nelle condizioni previste dalla legge abbiamo creato il servizio gratuito di valutazione preventiva sull'ammissibilità al gratuito patrocinio.


La relativa risposta sarà fornita a mezzo email entro 48 ore.

martedì 2 agosto 2011

Si rinnova il sito di servizi legali del nostro studio

Emiliocurci.net, il portale di informazione, assistenza e consulenza giuridica del nostro studio cambia "look" rinnovando la propria grafica e caratterizzandosi per le sempre maggiori possibilità di interazione con gli utenti.

Tutta la struttura del sito è stata, infatti, resa graficamente più chiara e leggibile ed è aumentato l'utilizzo delle immagini.

Ora è, inoltre, possibile "condividere" le nostre pagine tramite i tasti "Mi piace" di Facebook, "Tweet" di Twitter, "Share" di Linkedin, nonchè di segnalare il sito su Google grazie all'inserimento del tasto +1.

Nella sezione contatti è stato inserito un box per l'invio di messaggi in tempo reale allo studio con possibilità di risposta immediata.

Il nostro obiettivo rimane, comunque, il continuo sviluppo e miglioramento per rendere i contenuti del sito sempre più fruibili ed interessanti per i nostri utenti.

Nel cogliere, dunque, l'occasione per ringraziare tutti i nostri visitatori chiediamo loro di "promuovere" il nostro sito cliccando sui tasti di condivisione sopra indicati